lunedì, novembre 19, 2007

Il "rispetto"

Quando appaiono i Lo Piccolo, gli altri alla sbarra si alzano in segno di rispetto Palermo. Riti e simbologie di mafia. Ieri, nell'aula della quarta sezione penale del Tribunale di Palermo, se ne è avuto un esempio eclatante. Quando sullo schermo televisivo del videocollegamento sono apparsi i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, arrestati dalla polizia il 5 novembre in una villa di Giardinello, gli altri 19 coimputati del processo «San Lorenzo 5» si sono alzati in piedi. Una sorta di atto d'omaggio doveroso nei confronti di «Titò u baruni» e «Salvatoricchio», i capi riconosciuti della «famiglia» di San Lorenzo-Colli con cui si trovano alla sbarra con le accuse di associazione mafiosa ed estorsione. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulle gerarchie e sui ruoli, ieri sono stati risolti. I Lo Piccolo hanno seguito ogni fase dell'udienza attraverso i monitor piazzati in due salette separate del carcere milanese di Opera dove sono sottoposti al regime del 41 bis. Sandro indossava lo stesso abbigliamento del giorno dell'arresto: maglione bianco, camicia nera e un paio di jeans; il padre un giubbotto di pelle nero sopra una maglietta bianca. Rispondendo alle domande del presidente del Tribunale, Anna Maria Fazio, i Lo Piccolo hanno confermato la nomina di un secondo difensore, l'avvocato Marcello Trapani, che affiancherà l'avvocato Alessandro Campo già nominato in precedenza. Come gli altri coimputati, hanno rifiutato di essere ripresi dalle telecamere presenti in aula. Per la loro «prima volta» in un'aula di giustizia sia pure per videoconferenza, Salvatore e Sandro Lo Piccolo hanno accettato – sempre su domanda del presidente Fazio – di sottoporsi, contrariamente alla scena muta recitata finora davanti al Gip di Milano avvalendosi della facoltà di non rispondere, sia all'interrogatorio dei pubblici ministeri Anna Maria Picozzi e Domenico Gozzo che al controesame dei loro difensori. L'appuntamento è per le 10,30 del 22 novembre prossimo e grande è l'attesa per quanto diranno i due boss. Ovviamente hanno deciso di difendersi e di respingere le contestazioni della pubblica accusa. In ogni caso, con questa decisione, hanno lanciato un messaggio agli altri 19 coimputati sulla eventuale strategia processuale da attuare. Per quanto riguarda il resto dell'udienza, padre e figlio l'hanno seguita con attenzione, restando entrambi immobili e con le braccia conserte. Ad un certo punto Sandro ha telefonato al difensore di udienza, l'avvocato Rosanna Vella (che ha sostituito l'avvocato Campo, assente come l'altro difensore Marcello Trapani) per chiedere spiegazioni su quanto stava accadendo in aula. Contemporaneamente, ma nell'aula della terza sezione penale del Tribunale, sono iniziate con la discussione dell'avvocato Elisa Gandiotta le arringhe difensive del processo per le estorsioni ai danni dell'«Antica Focacceria San Francesco» di Palermo, che vede alla sbarra Giovanni Di Salvo, Lorenzo D'Aleo e Francesco Spadaro, detto «Francolino». Tutti e tre sono accusati di estorsione aggravata. L'avvocato Gandiotta difende Giovanni Di Salvo, l'uomo riconosciuto lo scorso 18 settembre in aula come esattore del «pizzo» dalla stessa vittima, l'imprenditore Vincenzo Conticello, titolare dell'Antica Focacceria. Il pubblico ministero Lia Sava, nella sua requisitoria, ha chiesto sedici anni anni di reclusione per Spadaro, tredici anni per Di Salvo e dieci anni per D'Aleo. Le arringhe proseguiranno stamani. La sentenza dei giudici della terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Raimondo Liforti, potrebbe essere emessa in giornata.
Fonte: La Sicilia

6 commenti:

Romano Scaramuzzino ha detto...

Complimenti per il blog. Adesso aggiungo il tuo link al mio.

Saluti,

Romano

LauBel ha detto...

in tutta questa storia, quello che mi ha colpito è stato il "ti amo" urlato e ostentato da lo piccolo figlio a lo piccolo padre...

Anonimo ha detto...

oltre al "ti amo" che non commento.... sono l'unica che si chiede il perchè li hanno messi al carcere di opera? li ci soggiorna già Riina, è normale che li mettano insieme? Stefania

Anonimo ha detto...

ciao scusa ma non so come fare a contattarti, volevo chiederti come mai non hai inserito l'arresto di Santapaola avvenuto ieri? p.s. se vai sul sito dell'Ansa cè l'articolo dell'udienza di oggi dei Lo Piccolo
ciao
Stefania

spadafora live ha detto...

OT

……….CONTINUA……..dimenticando che le MORTI al servizio di uno stato, meritano TUTTE lo stesso riconoscimento.

Personalmente non so se ciò e’ stato voluto, per mandare un segnale forte, o e’ stato frutto di uno “sbaglio”, ma so che e’ l’ennesima prova dell’inettitudine dei nostri governanti.

Pubblico una lettera aperta di Salvatore Borsellino, recepita sul web, e che dimostra come gli EROI di mafia, i NOSTRI EROI, avevano una dignità che a molti, nel nostro paese manca.

“Pochi giorni dopo la strage di Via D’Amelio mia madre chiamo’………..CONTINUA…………

http://spadafora-live.blogspot.com/

Sciavè ha detto...

nn l'ho inserito xchè sono stato una settimNa in grecia..aggiornerò tutto:-)
Saverio