sabato, settembre 22, 2007

Domani la riesumazione

CATANZARO - Sarà eseguita domani mattina, nel cimitero di Conflenti, la riesumazione del cadavere che si sospetta, sulla base della rivelazione fatta da un collaboratore di giustizia, possa essere quello del giornalista Mauro De Mauro, scomparso nel 1970. Stamattina il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Gerardo Dominijanni, ha affidato l'incarico al perito medico-legale, Giulio Di Mizio, ricercatore della cattedra di Medicina legale dell'Università "Magna Grecia". Di Mizio effettuerà l'esame avvalendosi della collaborazione di un pool di specialisti anatomo-patologi dell'Ateneo. Intanto proseguono gli accertamenti investigativi da parte della Squadra mobile di Catanzaro che sta conducendo le indagini sulla base delle rivelazioni da parte di un collaboratore di giustizia. Quest'ultimo ha riferito che l'informazione secondo la quale la persona sepolta a Conflenti sarebbe De Mauro e non il pregiudicato di Lamezia Terme Salvatore Belvedere, come fu stabilito a suo tempo, gli è stata fornita dal boss Antonio De Sensi, assassinato a Lamezia Terme nel 1984.
22/09/2007

Fonte: La Sicilia

5 commenti:

Nicola Andrucci ha detto...

ho scritto un libro sul processo a Dell'Utri e sull'origine delle fortune di Berlusconi. A breve il libro sarà scaricabile GRATUITAMENTE sul web, se siete interessati potete contattarmi.
cordiali saluti
Nicola Andrucci

Sciavè ha detto...

Volentieri! Fammi sapere dove si può scaricare...
Grazie
A presto
Saverio

Anonimo ha detto...

un bel blog complimenti
appena capisco come si fa ti linko sul mio:P
http://spadafora-live.blogspot.com/

ciao e ancora complimenti
p.s. anch'io siculo e anche a me la mafia fa schifo :P

Anonimo ha detto...

grazie e alle prox
spadafora-live

Anonimo ha detto...

ti posto un articolo interessante tratto dalla repubblica on-line
"""CATANZARO - Due teschi e ossa di altre persone in una tomba nel piccolo cimitero di Conflenti, nel Catanzarese, infittiscono il caso della scomparsa di Mauro De Mauro, 37 anni fa. In quello che ora comincia ad apparire un cimitero usato dalla 'ndrangheta per far scomparire i morti scomodi, è stata riesumata stamattina la salma di un pregiudicato ucciso e sepolto all'epoca della sparizione del cronista de L'Ora di Palermo. La Direzione distrettuale antimafia ha voluto verificare le indicazioni di un pentito, e il caso è riaperto. Domani saranno riesumate altre due salme sulla cui lapide non è inciso alcun nome.

Il cadavere sotterrato fu identificato all'epoca per quello di Salvatore Belvedere, un pregiudicato di Lamezia Terme. Secondo il pentito di mafia Massimo De Stefano, un tempo affiliato alla cosca Torcasio, quello sarebbe stato invece il corpo del giornalista.

Il collaboratore ha riferito del piano che sarebbe stato organizzato nel 1971 per fare credere morto Belvedere, esponente di spicco della 'ndrangheta, evasonel 1970 dal carcere di Lamezia Terme insieme ad altri tre pregiudicati. Il suo scopo era quello di potersi allontanare dalla Calabria e rifugiarsi in Corsica, dove si sarebbe rifatto una nuova vita. Ed al suo posto, nel cimitero di Conflenti, sempre secondo il racconto del pentito, sarebbe stato sepolto proprio Mauro De Mauro.

Ma i necrofori oggi hanno trovato i resti di più persone nella fossa del cimitero. Oltre ad una bara, c'erano due teschi e anche un lungo coltello a serramanico, forse interrato accanto ai cadaveri secondo il rituale della vecchia 'ndrangheta.

Per chiarire se quei resti sono appartenuti al giornalista, servirà una comparazione del Dna, ma i medici hanno messo le mani avanti: "Serviranno sessanta giorni ma il buon esito dell'esame - ha detto il professor Giulio Di Mizio, il medico legale incaricato di effettuare l'esame - dipende dalle condizioni in cui si trovano le ossa. Per questo non abbiamo la certezza che l'esame possa andare a buon fine".

Gli inquirenti sono più ottimisti e parlano di "ipotesi credibile": "Che Mauro De Mauro sia sepolto a Conflenti - ha detto il dirigente della squadra mobile di Catanzaro Francesco Rattà - è credibile perchè l'ipotesi è fondata su ipotesi investigative attendibili. Certezze, comunque, non possiamo averne".

"Andremo avanti nelle indagini", spiega il capo della Mobile. "Procedendo un passo per volta. Comunque, prendiamo in seria considerazione la testimonianza di Salvatore Mirante, il poliziotto in pensione che ha raccolto nei primi anni '90 la confidenza del collaborare di giustizia. A quei tempi la polizia giudiziaria non aveva ancora a disposizione i mezzi tecnici per svolgere seri accertamenti. Oggi abbiamo l'esame del Dna e possiamo valutare con maggiore sicurezza se l'informazione è vera".

(23 settembre 2007)""""
ciao spadafora-live