martedì, novembre 28, 2006

Bravo Cuffaro...Sempre meglio...

Gli elettori di Giusy li cercava papà. Da direttore sanitario dell´Ausl 1 di Agrigento era un gioco da ragazzi mettere in piedi un bacino di voti di tutto rispetto: bastava promettere e ogni tanto assicurare un posto di lavoro a qualcuno, e parenti e amici votavano tutti per lei, per la bella ragazza bionda che nel giro di qualche anno sarebbe approdata all´Assemblea regionale diventando la pupilla del governatore Salvatore Cuffaro. Raccomandazioni a raffica e concorsi sanitari truccati. Paradossalmente è stato proprio uno strano incendio nella villetta sul mare di Licata della famiglia Savarino a dare il via all´inchiesta che vede indagati Giusy Savarino, 32 anni, deputato regionale dell´Udc, e suo padre Armando, direttore sanitario dell´Ausl 1, dimessosi dall´incarico appena sei giorni fa. Voto di scambio l´ipotesi di reato a carico della Savarino; abuso d´ufficio, falso e violazione del segreto d´ufficio a carico di Armando Savarino. Per lui i sostituti procuratori Luca Sciarretta e Luca Fuzio avevano chiesto l´interdizione dal pubblico ufficio, ma il gip Luigi Patronaggio non ha accolto la richiesta. Agli arresti domiciliari è finito Michele Pellegrino, direttore amministrativo dell´ospedale di Sciacca e dirigente amministrativo dell´Ausl 1 di Agrigento, anche lui dell´Udc, partito per il quale è consigliere comunale a Ribera. Indagati anche Calogero Gattuso, consigliere provinciale di Agrigento dell´Udc e segretario della Savarino, e Francesco Miccichè, presidente della commissione esaminatrice di uno dei concorsi sanitari che sarebbero stati truccati per favorire i raccomandati dei Savarino. Sotto la lente d´ingrandimento dei carabinieri del reparto operativo di Agrigento sono finiti, in particolare, tre concorsi banditi dalla Ausl 1: il primo per undici posti di collaboratore amministrativo, presieduto da Michele Pellegrino; il secondo a sette posti di autista di ambulanza, presieduto da Francesco Miccichè; il terzo di mobilità volontaria per la copertura di venti posti di infermiere. A presiedere quest´ultimo concorso era lo stesso Savarino. Intercettazioni telefoniche, documentazione acquisita negli uffici dell´Ausl e persino qualche filmato tra le prove messe insieme. Il meccanismo era collaudato: liste di raccomandati da piazzare e candidati da aiutare al momento giusto. Bastava alterare i voti al momento della correzione degli elaborati o comunicare agli esaminandi, con congruo anticipo, le domande che i commissari compiacenti gli avrebbero posto alla prova orale. L´esito era assicurato: nel concorso bandito dall´Ausl di Agrigento nel ´98 per undici posti di collaboratore amministrativo, ad esempio, quattro dei vincitori - secondo l´ipotesi investigativa - sarebbero balzati in testa alla graduatoria proprio grazie alla manipolazione delle prove d´esame. Ad accendere i riflettori sulla famiglia Savarino l´incendio, chiaramente di origine dolosa, che nel 2004 danneggiò gravemente la loro villa estiva a Licata. Nell´indagine furono disposte intercettazioni telefoniche che aprirono agli inquirenti alcuni squarci interessanti. Dalle conversazioni tra Giusy Savarino, amici e collaboratori veniva fuori l´ipotesi che l´incendio fosse da mettere in relazione con alcuni forti contrasti politici con un altro deputato agrigentino dell´Udc, quel Vincenzo Lo Giudice poi finito in manette nell´inchiesta "Alta mafia". Poi alcune dichiarate cautele della Savarino nell´uso dei telefoni, e soprattutto alcune imprudenze dei suoi collaboratori, hanno rivelato agli investigatori ben altre vicende. Ma lei insiste: «Ho piena fiducia nell´operato dei magistrati. Con la stessa fiducia, sono certa che gli inquirenti sapranno individuare esecutori e mandanti di quell´attentato». Suo padre Armando aggiunge: «Sono nato e cresciuto in una caserma di carabinieri. Mio padre era comandante di una stazione. Non posso che avere la massima fiducia nelle istituzioni».
AGRIGENTO - Al mercato del voto di scambio l´assunzione di un infermiere, un operaio, un metronotte vale più della nomina di un primario ospedaliero. I primi, mediamente, portano almeno 50 voti ciascuno. Per ottenere lo stesso numero di voti ci vorrebbero cinque primari messi insieme. Un conto fatto a tavolino, alla vigilia delle elezioni del 2001 e del 2006, nel comitato elettorale di Giuseppa "Giusy" Savarino, poi eletta nella lista dell´Udc e considerata fedelissima del presidente Salvatore Cuffaro. Un conto che ha dato i suoi frutti e i risultati sperati. Ma che ha portato anche guai alla giovane deputata regionale e al padre Armando, vero regista della macchina elettorale messa in moto per fare eleggere la figlia a Palazzo d´Orleans. «Dall´inchiesta è emerso - scrivono i magistrati nell´ordinanza di custodia cautelare - che i raccomandati che venivano assunti dovevano dare in cambio il loro voto e quello dei loro parenti in favore di Giusy Savarino, candidata all´Ars nel 2001 e nel 2006». E questi fatti dimostrano, scrivono ancora i magistrati, «la stretta connessione tra la gestione amministrativa della struttura sanitaria e la politica in senso stretto». A conferma degli imbrogli che sarebbero stati compiuti da Armando e Giusy Savarino, nell´ordinanza sono riportati alcuni episodi registrati, e in alcuni casi anche filmati, relativi alle assunzioni e ai concorsi truccati negli ospedali. Il 25 maggio dello scorso anno Calogero Gattuso, suo segretario personale, parla con Giusy Savarino che gli dice: «Vai da mio padre a ritirare la lista dei raccomandati, non usare il telefono perché non si sa mai... è la lista da portare poi all´assessorato alla Sanità». Gattuso però si dimentica del "consiglio" e per telefono chiede ad Armando Savarino i nomi dei raccomandati al concorso negli ospedali di Agrigento ma anche in quello al San Raffaele di Cefalù, dove l´onorevole Savarino riesce a piazzare sei persone della sua lista. Ma non c´erano solo i posti negli ospedali: anche nella Multiservizi Giusy Savarino aveva da sistemare tanti "clienti" a lei sicuramente molto cari, al punto da entrare in contrasto con il fratello del governatore Cuffaro, che aveva invece altri raccomandati per la Multiservizi. Il contrasto esplode quando il segretario della Savarino va a Palermo, in piazza Politeama, per consegnare la lista dei raccomandati (chi la riceve si chiama Roberto Bruno). In quell´occasione Gattuso riferisce ad Armando Savarino che per quei posti stanno sorgendo problemi «per l´intromissione di un soggetto di Raffadali molto potente (che i carabinieri identificano in uno dei fratelli del presidente Cuffaro, ndr) che avrebbe preteso per i propri favoriti tutte le nomine disponibili». Armando Savarino ne parla con la figlia, che va su tutte le furie e minaccia persino di rivolgersi alla commissione regionale Antimafia, della quale fa parte. «Ho fatto un bordello - dice la Savarino al suo segretario personale Gattuso - ho fatto sospendere tutte le cose, ho minacciato pure interrogazioni parlamentari e controispezioni... ho fatto proprio la stronza...». Altro serbatoio di voto di scambio Giusy Savarino, secondo gli inquirenti, lo aveva nella società "Metronotte Sicilia spa". «Dalle intercettazioni è emerso chiaramente - scrivono i magistrati nell´ordinanza - che la società (Metronotte spa, ndr) assume i propri dipendenti sulla base di raccomandazioni di personaggi che le abbiano garantito il servizio di guardiania in varie aziende». E, a conferma di quest´altro pozzo dal quale attingere voti, c´è una conversazione registrata tra Armando Savarino e un suo galoppino: «Basile (uno dei soci della Metronotte Sicilia, ndr) non dà i posti per politica ma solo agli enti dove lui vince la gara». L´inchiesta è tutt´altro che conclusa. In questi due anni di indagini i carabinieri di Agrigento hanno raccolto una gran mole di documenti che potrebbero riservare altri colpi di scena.
Fonte: La Repubblica

3 commenti:

giacomo di girolamo ha detto...

vi farà piacere sapere allora che proprio oggi Gattuso è stato nominato presiedente della commissione affari generali all'ars....

Gioacchino ha detto...

Vergogna! E la gente continua a votarli... Ci vorrebbe un'epidemia. Che popolazione di miserabili parassiti!
Ecco perché con altri agrigentini siamo stati costretti a lasciare l'isola! Manager di multinazionali, primari, funzionari presso organizzazioni internazionali e professori universitari agrigentini siamo eccellenti future professionali all'estero. Buona annegata, Sicilia ingrata!

Maria ha detto...

Savarino è ancora sindaco, Gattuso è assessore e gli altri hanno incarichi e consulenze. Ma i magistrati che fanno? A Ravanusa sappiamo tutti la verità. In consiglio comunale i consiglieri sono quasi tutti infermieri, tra gli assessori c'è un altro dirigente medico (Amedeo Mosa) e altri bei personaggi. ma come può mai cambiare la sicilia se da 50 anni abbiamo sempre le stesse facce?