giovedì, maggio 25, 2006

Tangenti tra Enna e Catania

CALTANISSETTA - La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta ed i carabinieri del nucleo operativo di Enna hanno eseguito stamani cinque ordini di custodia cautelare in carcere. Si tratta dei componenti di una organizzazione che avrebbe messo a segno estorsioni ai danni di una impresa edile.
L'inchiesta è coordinata dai pm della Dda di Caltanissetta ed ha permesso agli investigatori di fare piena luce su una organizzazione mafiosa che controllava la zona dell'ennese. Secondo gli inquirenti la cosca sarebbe stata capeggiata dall'avvocato penalista, Raffaele Bevilacqua, già arrestato per associazione mafiosa. Dall'indagine della Dia emergono i collegamenti fra le cosche mafiose dell'ennese e quelle del catanese.
L'operazione è stata infatti eseguita tra Enna, Catania, Caltagirone e Messina. I provvedimenti cautelari riguardano persone tutte già detenute: l'avvocato Raffaele Bevilacqua, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Enna; Antonino Santapaola, fratello del boss Nitto e reggente della famiglia catanese di Cosa nostra; Alfio Mirabile, ritenuto uno dei responsabili della famiglia mafiosa etnea; Francesco La Rocca, accusato di essere a capo della cosca di Caltagirone, e il messinese Carmelo Bisognano.
Secondo l'accusa i boss avrebbero imposto il pagamento di tangenti alla "Ira costruzioni generali srl", un'importante impresa che opera nel settore dell'edilizia, che tra il 2002 e il 2003 ha realizzato un tratto della superstrada Nord-Sud della Sicilia che collega Gela (Caltanissetta) a Santo Stefano di Camastra (Messina).
25/05/2006
Fonte: La Sicilia

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