lunedì, settembre 20, 2010

Addiopizzo jr

PALERMO, 18 SET - ''Contro Pizzo Rap'', il brano interpretato dai ragazzi del Comitato Addiopizzo Junior di Palermo, sara' cantato davanti a Napolitano. Il rap diventera' un inno nazionale contro le mafie e sara' eseguito nel corso della cerimonia d'inaugurazione dell'anno scolastico martedi' prossimo al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato e del ministro all'istruzione. Ad accompagnare i giovani di Addiopizzo ci sara' anche un coro formato da bambini e ragazzi di altre scuole italiane che parteciperanno alla cerimonia.
Fonte: ANSA

giovedì, settembre 16, 2010

1,5 miliardi di euro sequestrati...

Palermo, 14 set. - Maxi sequestro di beni per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro a un imprenditore in odor di mafia di Alcamo, coinvolto nell'inchiesta sull'eolico. La misura patrimoniale, eseguita all'alba dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo e di Trapani, è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani su proposta del direttore della Dia.
E' Vito Nicastri, 54 anni, arrestato nel novembre del 2009 nell'ambito dell'inchiesta, il destinatario del provvedimento di maxisequestro: è ritenuto dagli inquirenti vicino al boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro. Nicastri era finito in manette a novembre per indebita percezione di contributi pubblici. Il blitz antimafia che aveva portato al suo arresto era scattato al termine di una complessa indagine che aveva portato alla luce un articolato sistema di truffa ai danni dello Stato finalizzato all'indebita percezione di contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici.
In manette erano finite anche altre tre persone: Oreste Vigorito, 63 anni, di Ercolano (Napoli) e presidente del Benevento Calcio; Ferdinando Renzulli, 42 anni, di Avellino; Vincenzo Dongarrà, 46 anni, di Enna. L'accusa era per tutti associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Sequestrati in quell'occasione anche sei impianti siciliani (tra Catania, Siracusa e Palermo) e uno sardo.
Fonte: Adnkronos

Denunciato e arrestato...

AUGUSTA. Ha tentato di estorcere denaro ad un imprenditore ma è stato denunciato e arrestato dai carabinieri. In carcere è finito Giuseppe Arena, 51 anni, di Augusta, già condannato nel 1999 per associazione mafiosa. Le indagini sono state avviate lo scorso luglio. A rivolgersi agli investigatori è stato un commerciante: ha raccontato che Arena gli ha intimato, con metodi mafiosi, di "regolarizzare la sua posizione individuando tempestivamente un referente nel clan locale cui versare la quota mensile per poter esercitare liberamente la sua attività". L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Catania. Arena è stato portato nel carcere Cavadonna a Siracusa.
Fonte: gds

venerdì, settembre 10, 2010

Secondo me non capisce la gravità di quello che ha ammesso...

ROMA. I boss mafiosi "hanno provato a fare una trattativa con lo Stato attraverso il papello di Riina". Parola del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha affrontato la questione intervenendo a un dibattito sulla lotta alla mafia, al quale ha partecipato anche il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, nell'ambito di Atreju, la festa dei giovani del Pdl. I mafiosi "puntavano a eliminare il carcere duro, a bloccare le norme contro i patrimoni dei mafiosi e a ottenere la revisione degli ergastoli", ha detto il ministro; "ma con questo governo il carcere duro è stato inasprito ed è diventato durissimo, ci sono state aggressioni asperrime ai patrimoni dei mafiosi e la revisione dell'ergastolo se la possono scordare". Insomma, ha concluso il Guardasigilli, "noi abbiamo capovolto il papello e fatto le leggi".
Fonte: gds.it

Falsone non parla...

AGRIGENTO. Giuseppe Falsone, l'ex capo mafia di Agrigento, interrogato nel carcere di massima sicurezza di Novara dai magistrati di Palermo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Falsone, questa mattina, davanti al gip Silvana Saguto è stato incalzato dai sostituti della Dda Fernando Asaro e Giuseppe Fici, a proposito dell'inchiesta cosiddetta "Apocalisse". Intanto, in settimana, nel gabinetto della polizia scientifica di Roma, si concluderà l'analisi sui due personal computer e i sette telefoni cellulari sequestrati nel covo francese di Falsone, arrestato a Marsiglia a fine giugno ed estradato in Italia, da Aix en Provence, l'11 agosto. Almeno una decina di nickname o nomi e cognomi identici sarebbero stati già trovati fra le rubriche dei cellulari, dell'account e-mail e del programma Skype, utilizzato dal boss per comunicare. Falsone, stando alle indiscrezioni filtrate, avrebbe usato anche dei sofisticati programmi per cercare di cancellare file o non lasciare tracce delle sue comunicazioni.
Fonte: gds.it

Anniversario Don Puglisi

PALERMO, 10 SET - E' stato presentato oggi a Palermo il programma delle manifestazioni organizzate per il 27/o anniversario dell'uccisione di Don Pino Puglisi. In calendario celebrazioni liturgiche, fiaccolate, pellegrinaggi, spettacoli e l'inaugurazione di un busto ligneo raffigurante padre Pino Puglisi realizzato dagli artigiani di Betlemme e proiezione del film ''Brancaccio''. ''Sull'esempio di don Puglisi dobbiamo avere l'onesta' di guardare a 360 gradi la realta' - ha detto in conferenza stampa mons. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo - cominciando da noi stessi''.
Fonte: ANSA

Dopo l'operazione Paesan Blues...

PALERMO. Il gup di Palermo, Lorenzo Matassa, ha rinviato a giudizio, per associazione mafiosa, Andrea Casamento, presunto uomo d'onore della 'famiglia' di Santa Maria di Gesù. Respinta l'istanza della difesa che chiedeva l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni finite nel procedimento. Casamento ha scelto il rito abbreviato e sarà processato il 12 ottobre assieme a Leonardo Algeri, Massimiliano Castellucci, Claudio Faldetta e Giuseppe Frusteri accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni, detenzione illegale di armi, detenzione e spaccio di stupefacenti. Gli imputati sono stati arrestati il 10 marzo scorso nell'operazione Paesan Blues, che ha ricostruito i rapporti tra le cosche palermitane e quelle americane, condotta dallo Sco della polizia e dell'Fbi. Hanno scelto il rito ordinario e saranno processati a partire dal 16 dicembre dalla seconda sezione del tribunale di Palermo Giuseppe Lo Bocchiaro, Gaetano Castelluccio, Gioacchino Corso, detto Ino, per gli inquirenti capomandamento di Santa Maria di Gesù, Francesco Guercio, Pietro Pilo, Gaetano Di Giulio, Santo Porpora.
Fonte: gds.it

Pizzo denunciato...

Palermo, 9 set. - Stanchi delle continue pressioni e minacce di Cosa Nostra, alcuni commercianti del quartiere Calatafini di Palermo hanno denunciato un pregiudicato ritenuto l'autore di diversi tentativi di estorsione. In carcere un 27enne, accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'uomo, nonostante la giovane eta', ''avvalendosi della forza di intimidazione di Cosa Nostra'', come spiegano gli inquirenti, si presentava ai commercianti, affermando di appartenere alla mafia per chiedere il 'pizzo'.
Alcuni dei commercianti hanno denunciato diversi episodi di danneggiamento subiti e richieste di somme di denaro a titolo di 'messa a posto' ai danni delle loro attivita' commerciali. Sono cosi' scattate le indagini della Squadra Mobile di Palermo.
Il giovane estorsore e' stato individuato grazie ai riconoscimenti fotografici delle vittime e grazie alle riprese effettuate dalla telecamera a circuito chiuso di uno dei negozi. ''L'arresto di oggi, consentito dalla denuncia delle vittime e in perfetta linea di tendenza con il favorevole trend delle denunce registrato di recente -ha detto il questore di Palermo Alessandro Marangoni- consente di potere affermare ancora una volta che lo Stato, con i suoi strumenti e i suoi apparati, e' capace oggi di assicurare ogni forma di protezione e tutela alle vittime del racket, invitate a fare, senza alcuna remora, i nomi dei lori estorsori''.
Fonte: Adnkronos

lunedì, settembre 06, 2010

Trenta arresti per scommesse clandestine

PALERMO - Trenta persone sono state denunciate dai carabinieri di Palermo che hanno scoperto un giro di scommesse clandestine. L'indagine dei militari ha riguardato Palermo ed alcuni comuni dell'hinterland come Bagheria, Ficarazzi, Misilmeri e Carini. I broker aspettavano i clienti in vicoli e stradine buie dove si appostavano per intercettarli prima che si rivolgessero ai centri scommesse autorizzati. Molti all'arrivo dei carabinieri hanno cercato di disfarsi delle cedole delle scommesse e dei taccuini sui quali annotavano le giocate, ritrovati anche nell'immondizia, accartocciati o strappati. Tra i 30 denunciati anche 9 clienti. Per chi organizza le scommesse clandestine sulle principali competizioni, la legge prevede la reclusione da sei mesi a tre anni. Il giocatore invece va incontro a un'ammenda fino a 516 euro. Ai broker sono stati sequestrati complessivamente oltre 3mila euro. Dalle indagini, che non escludono la mano della mafia dietro l'affare, è emerso che a fronte di puntate elevate con possibilità di vincite consistenti per lo scommettitore, il broker, prima di accettare, si rivolgeva a un complice che provvedeva ad effettuare la stessa giocata presso una ricevitoria regolare, spesso lontana da quella vicina alla quale si svolge l'attività clandestina. Di conseguenza, se la vincita si realizzava, il broker perdeva solo la differenza rispetto alla giocata più alta concessa allo scommettitore clandestino. Il coinvolgimento di Cosa nostra nell'attività illegale è emerso recentemente proprio in un'inchiesta dell'Arma che ha scoperto che il boss D'Agati era il reale titolare di due agenzie di scommesse sportive usate per ripulire il denaro sporco.
Fonte: La Sicilia

Resta in carcere Amendolia

CATANIA. Resta in carcere l'ex deputato regionale ed ex assessore della Provincia di Catania, Nino Amendolia, che era stato fermato nei giorni scorsi dalla squadra mobile della Questura per tentativo di estorsione aggravata e sequestro di persona. Lo ha deciso il Gip Paola Cosentino che, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore della Dda etnea Agata Santonocito, ha emesso un ordine di custodia cautelare per tentativo di estorsione e sequestro di persona. Analogo provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di Alfio Bonnici, Luigi Grasso e Francesco Leonardi, ritenuti dalla Procura vicini a ambienti del clan Santapaola. Sarebbero stati loro, secondo l'accusa, i tre intermediari incaricati da Amendolia di 'convincere' un imprenditore a fare fronte a un presunto debito..
La vicenda non è legata al ruolo politico di Amendolia, eletto nel 2001 all'Assemblea regionale siciliana con la lista Liberal socialisti e poi transitato al Mpa. Secondo l'accusa, che non ipotizza il reato di associazione mafiosa, Amendolia sosteneva di vantare un credito di circa 150mila euro dall'imprenditore al quale aveva venduto una società che controllava un albergo. Ma l'uomo ha negato di essergli debitore dalla cifra, che non emergeva dagli atti della transazione. A quel punto, sostiene la Procura, l'ex assessore avrebbe fatto intervenire tre persone ritenute vicine a ambienti criminali della cosca Santapaola per convincere l'imprenditore a pagare.
Durante la sua legislatura alla Regione Siciliana, dove è stato anche componente della commissione Antimafia, Amendolia fu indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa. La Procura di Catania ne chiese il rinvio a giudizio nel 2004, ma l'allora Gip Antonino Ferrarà rigettò la richiesta e dispose l'archiviazione delle accuse nei suoi confronti.
Fonte: gds