giovedì, agosto 31, 2006

Libero Grassi, parla il prefetto

martedì, agosto 29, 2006

Indignazione...

Permettetemi di sottolineare una cosa che mi ha dato enormemente fastidio.
Oggi 29 Agosto 2006 si celebra l'anniversario della morte dell' imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia nel 1991. Vi sono state manifestazioni e conferenze in molte parti della Sicilia per ricordare uno dei pionieri dell' antiracket e che ha perso la vita per questo ideale.
Ed è così fastidioso navigare su internet e non trovare neanche una riga su Libero Grassi su siti come Larepubblica.it, unità.it o il corriedellasera.it e trovare invece notizie in bella mostra come: Basta veline e modelle, i calendari 2007 sono delle belle e impossibili...
Ho due parole stampate in testa: Rabbia e Indignazione.
Saverio Fuccillo
29 - 08 - 06
Fonte: Me stesso

Commemorazione Libero Grassi

PALERMO - Quindici anni dopo il suo assassinio, Libero Grassi, l'imprenditore che rifiutò di piegarsi ai suoi estortori, ucciso dalla mafia il 29 agosto del 1991, viene ricordato oggi a Palermo, con una serie di iniziative. Alle 9 si è svolta una commemorazione, in via Alfieri, luogo del delitto. Il presidente della Provincia, Francesco Musotto, ha deposto una corona di alloro alla presenza della vedova Pina Maisano Grassi e i figli Alice e Davide, e il sindaco Diego Cammarata, il quale ha annunciato che la prossima edizione di "Palermo apre le porte. La scuola adotta la citta'", la manifestazione che da anni coinvolge gli studenti delle scuole, avrà come tema proprio la lotta al racket.
Partecipano il sottosegretario all'Interno, Ettore Rosato, il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Raffaele Lauro, e i componenti del Comitato di solidarieta' per le vittime dell'estorsione e dell'usura. Presenti anche il questore Giuseppe Caruso, i vertici di Guardia di finanza e carabinieri, il prefetto Giosue' Marino. Alle 11, in prefettura, incontro con le associazioni antiracket siciliane aderenti alla Fai.
Alle 12, conferenza stampa. Per Pina Maisano, l'imprenditore, "era una persona molto libera che esercitava la sua professione con grande coscienza e liberta'. Lui spesso scherzava dicendo che il suo nome, in realta', era un'etica e un destino". Con un velo di rammarico rivela il suo desiderio: "Vorrei che i palermitani vivessero in modo piu' consapevole, come i giovani del comitato Addiopizzo che, nonostante certe critiche qualunquiste, vanno avanti con le loro iniziative. Libero sarebbe stato sicuramente al loro fianco".
E stasera, alle 21, per il secondo anno il comitato Addiopizzo ricordera' il coraggioso imprenditore: in programma al "Kursaal Tonnara - Vergine Maria", il dibattito "Dall'omicidio di Libero Grassi a oggi: mafia e antimafia, racket e antiracket" al quale interverranno don Luigi Ciotti, il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, e il presidente del centro di documentazione Impastato, Umberto Santino, moderati dal giornalista Gianni Manzo. Gli attori Renato Scarpa e Claudio Gioe' interpreteranno brani dedicati a Libero Grassi. In chiusura concerto degli Stormy Weather. E la Confesercenti ha deciso di tappezzare la citta' di manifesti per invitare i commercianti a ribellarsi al racket: "Oggi i boss sono dietro le sbarre - dice il presidente regionale di Confesercenti, Giovanni Felice - la magistratura ha inflitto duri colpi alla cupola, ci sono le associazioni antiracket, i cittadini e gli organismi istituzionali che partecipano alla lotta contro la mafia. Ora che il sistema e' cambiato, i commercianti possono e devono denunciare i loro aguzzini".
29/08/2006
Fonte: La Sicilia

Ricordando Libero Grassi

CATANIA - Quindici anni sono trascorsi da quel 29 agosto '91 in via Alfieri quando nella torrida estate palermitana i cronisti si ritrovarono sul marciapiede davanti al cadavere sfigurato dell' imprenditore Libero Grassi: un uomo che conoscevano molto bene perchè era stato uno dei pochissimi, pubblicamente, a rompere il recinto di omertà che circondava il mondo delle estorsioni mafiose a Palermo.
Aveva rilasciato interviste, era andato in tv Libero Grassi perchè, come dice oggi la moglie, l'ex senatrice Verde Pina Maisano "aveva dignità del suo lavoro". Raccontò della visita del geometra Anzalone, nella sua fabbrica di corredi e biancheria intima, che gli chiedeva la tangente. Credeva che circondandosi di notorietà e di solidarietà, rendendo pubblici i meccanismi dell' estorsione, la tecnica usata, sarebbe stato protetto e i boss lo avrebbero lasciato in pace. Ma non fu così. Il rampollo di una delle famiglie mafiose più violente e criminali, Salvatore Madonia, gli puntò la pistola alla testa, e fece fuoco appoggiato da un complice che poi collaborò con la giustizia e fece chiarezza su uno degli omicidi più dirompenti avvenuti in Italia. Non ebbe il coraggio di guardarlo negli occhi, Madonia, e gli sparò alle spalle.
Domani si svolgeranno iniziative e manifestazioni a Palermo proprio davanti a quel muro con la lapide che ricorda il delitto. Parteciperanno magistrati, il prefetto Giosuè Marino, il sottosegretario all'Interno Ettore Rosato, il commissario nazionale antiracket Raffaele Lauro, politici, forse i familiari. Alle 21 al Kursaal tonnara in via Bordonaro è stato organizzato un dibattito cui parteciperanno il procuratore Francesco Messineo e don Luigi Ciotti.
Sono trascorsi quindici anni da quel giorno e nel corso del tempo si sono sviluppati movimenti siciliani antiracket prima inesistenti, è nato il comitato dei giovanissimi di "Addio pizzo" che tappezza saracinesche e quartieri di volantini contro la mafia (ragazzi che Pina Maisano definisce i miei nipotini). Il fenomeno del racket, uno dei filoni criminali più remunerativi per le cosche, è stato notato a livello nazionale, ma a fianco di queste novità positive la cronaca segna gli arresti periodici dei boss del pizzo. I magistrati registrano i colloqui tra i mafiosi e gli imprenditori, scoprono elenchi che contengono tutte le vittime che spesso non ammettono davanti al magistrato di pagare e favoriscono così gli estorsori, e siedono accanto ai loro aguzzini sul banco degli imputati. Addirittura pochi mesi fa da un' inchiesta è emerso che i boss invitavano un grandissimo commerciante palermitano (che fattura milioni di euro l'anno) ad iscriversi ad un' associazione antiracket per "mescolare le carte". E intanto gli chiedevano soldi e assunzioni.
"I mafiosi - dice la vedova Grassi - non sono stupidi e sanno cosa fanno. La nostra associazione antiracket quando sente odor di bruciato si rivolge alla prefettura o alla procura per sapere come stanno le cose. Palermo - aggiunge - oggi mi appare ancora opulenta e godereccia. Spesso mi chiedo da dove vengano tutti questi soldi". La Confesercenti in occasione dell' anniversario farà affiggere in tutta la città dei manifesti per ricordare l' omicidio. Oltre alla foto dell' imprenditore ci sono quelle di Riina e Provenzano con la scritta "Libero Grassi era solo, loro erano liberi. Non siamo più soli liberiamoci da racket".
Il deputato dell' Idv, Leoluca Orlando, che fu a lungo sindaco di Palermo, dice: "La morte di Grassi è stato un momento tragico per la nostra città ma ha anche segnato una svolta. Se oggi sono sempre di più i commercianti che rifiutano di pagare il pizzo e collaborano con le forze dell'ordine, se iniziative come 'Addio Pizzo' si affermano, se la cultura della legalità è più diffusa nelle nostre comunità lo si deve anche al coraggio e alla determinazione di questo imprenditore, di quest'uomo che ha pagato il prezzo più alto per la propria libertà e la propria dignità ".
A Catania i vertici della Confesercenti provinciale parteciperanno domani a Palermo alla cerimonia commemorativa del 15/mo anniversario dell' omicidio. Vi prenderanno parte il direttore Alberto Sozzi, il condirettore Salvo Politino e Gabriella Guerini, membro del coordinamento nazionale SoS Impresa, insieme a numerosi soci ed imprenditori delle associazioni antiracket ed antiusura della provincia di Catania.
"Il nostro concittadino Libero Grassi - ha detto il presidente della Confesercenti di Catania Maurizio Morabito - è per noi un punto di riferimento". "Per le istituzioni e per l' intera società - ha aggiunto Alberto Sozzi - la sua uccisione mette in luce la devastante e destabilizzante potenzialità del crimine organizzato. Ecco perchè, dopo il suo omicidio, l' impegno antiracket ha assunto una consapevolezza maggiore: combattere questa piaga è possibile, ma attraverso la condivisione e la responsabilizzazione di tutti".
28/08/2006
Fonte: La Sicilia

Munafò respinge le accuse

MESSINA - È stato interrogato stamani dal Gip della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, Barbara Romano, l'imprenditore Nicola Aldo Munafò, 38 anni, accusato di essere il mandante ed uno degli esecutori dell'omicidio di Antonino Rottino, ucciso in un agguato nella notte tra il 21 e il 22 agosto scorsi, a Mazzarà S.Andrea nel Messinese. Munafò ha respinto tutte le accuse. E ha anche dichiarato di avere un alibi che può essere controllato.
Ha detto che la notte dell'omicidio sarebbe stato a Patti e sarebbe stato visto in vari locali della zona da molte persone. Inoltre, con la sua auto si sarebbe recato in autostrada, ipotesi che può essere verificata attraverso le immagini delle telecamere del casello. Munafò ha anche assicurato di aver fatto diverse telefonate la sera dell'omicidio che confermerebbero il suo alibi.
L'uomo ha infine dichiarato di non aver mai bruciato nel 2003 quattro escavatori a Rottino, con cui era in concorrenza per la gestione del settore di movimento terra nel barcellonese e per la leadership all'interno del clan di Mazzara Sant'Andrea, dopo l' arresto del presunto boss della zona, Carmelo Bisognano. Il gip si è dunque riservato di decidere sulla convalida del fermo dell' uomo.
28/08/2006
Fonte: La Sicilia

domenica, agosto 27, 2006

Un fermo per l'omicidio Rottino

MESSINA - I carabinieri del comando provinciale di Messina, nell'ambito delle indagini sull'omicidio del boss mafioso Antonino Rottino avvenuto alcuni giorni fa a Barcellona Pozzo di Gotto, hanno disposto un fermo su ordine della Dda della città dello Stretto. L' uomo fermato ieri sera è Nicola Aldo Munafò, 38 anni. È ritenuto dagli inquirenti il mandante e uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Antonino Rottino avvenuto la notte fra lunedì e martedì scorsi. Gli investigatori sono arrivati a Munafò dopo diversi riscontri con alcuni collaboratori di giustizia e dopo la testimonianza di una vicina di casa di Rottino. In particolare a partire dal 2001 tra i due ci sarebbero stati contrasti per la gestione di attività edili nel territorio di Mazzara Sant'Andrea. Rottino avrebbe bruciato 4 escavatori di Munafò nel 2003. Le indagini dei carabinieri continuano per risalire all'identità di altre due persone che avrebbero partecipato al commando di fuoco per l'omicidio di Rottino. I militari del Ris stanno in particolare esaminando il bossolo di una cartuccia rinvenuta nel luogo del delitto che apparterrebbe a un fucile calibro 16. Secondo gli esami le altre due armi sarebbero una pistola calibro 7.62 di fabbricazione russa, e una calibro 9. Le indagini sono state condotte dalla procura di Barcellona Pozzo di Gotto congiunta con la Dda di Messina. 26/08/2006
Fonte: La Sicilia

sabato, agosto 26, 2006

Settimana antimafia a Pavia

COMUNICATO STAMPA

“MAFIE: LEGALITA’ E ISTITUZIONI: seconda settimana di iniziative sul tema della lotta alla criminalità organizzata”
PAVIA: SETTIMANA “ANTIMAFIA” ORGANIZZATA DAL Coordinamento per il diritto allo studio-U.D.U. DAL 2 AL 6 OTTOBRE

Il via lunedì 2 ottobre, con l’inaugurazione della mostra “multimediale”, con foto, interviste e filmati che documentano le esperienze dei ragazzi che sono venuti a contatti con realtà di lotta alla criminalità. Martedì 3 gli interventi del Dott. Gian Carlo Caselli e Mercoledì 4 si parla di mafia, lavoro, impegno sociale e impresa con la senatrice Pina Malsano, i ragazzi del comitato “AddioPizzo” di Palermo. Giovedì 5 la conclusione, con il concerto dei Trinacrew.

Pavia, 29 Luglio – Per il terzo anno consecutivo vogliamo proporre una settimana di iniziative sul tema della lotta alla mafia. L’intento è quello di promuovere una cultura della legalità attraverso incontri, conferenze, musica e, rivolti agli studenti e all’intera comunità cittadina. Anche per quest’anno infatti abbiamo pensato di mantenere la struttura degli anni passati articolando la settimana in diversi momenti cercando così da tracciare un quadro esaustivo nell’analisi del tema. Dal 2 al 5 ottobre presso l’università di Pavia.
dal 2 al 6 ottobre
Il primo giorno, Lunedì 2, a partire dalle ore 18.30, s’innaugura la mostra fotografica di fronte alla città, alle autorità, alla stampa per spiegare il senso della settimana e per porgere il nostro invito per gli eventi che seguiranno. Si offriranno, come aperitivo, prodotti di cooperative locali calabresi e siciliane.
Giorno 3, ore 21.00, presso l’aula del ‘400 si terrà la prima delle conferenze dal titolo “Mafia e Politica”. Scopo della conferenza è quello di ripercorrere l’evoluzione dei rapporti intercorsi tra la Mafia e il potere politico, nel corso della storia della nostra Repubblica. Cercheremo di individuare, attraverso l’esperienza dei nostri ospiti, le nuove modalità di dialogo confrontandole con quelle del passato, analizzando il fenomeno dal punto di vista politico, tecnico e storico. Interverranno: dott Gian Carlo Caselli, procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino e modererà l’incontro il prof. Vittorio Grevi, docente di Procedura penale presso l’università di Pavia.
Mercoledì 4, sempre in aula del ‘400, si terrà la seconda conferenza dal titolo “Mafia o sviluppo?”. Si vuole fornire una panoramica sulla realtà territoriale della lotta alla mafia, grazie alla testimonianza di associazioni locali, giornalisti e sindacati. La “tranquillità ambientale” intesa come assenza di meccanismi di prevaricazione sociale, rappresenta l’unica via per raggiungere un pieno sviluppo economico al sud come al nord. Durante la serata interverranno la sen. Pina Malsano, presidente dell’osservatorio “Libero Grassi”e un rappresentante del comitato “AddioPizzo” di Palermo.
La serata del 5 sarà dedicata, a partire dalle ore 22.00, alle musica e allo spettacolo. I Trinacrew, nota band reggae siciliana.
Coordinamento per il diritto allo studio-U.D.U.
Via Bordoni n°3, 27100
Pavia. Tel. E Fax O38221172