venerdì, marzo 31, 2006

Assolto il figlio di Riina

PALERMO - Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss corleonese Totò, è stato assolto dall'accusa di triplice omicidio. È stato invece condannato a 17 anni di carcere l'altro imputato Antonino Leoluca Bruno. Il legale di Riina, Luca Cianferoni, dice di aver appreso "della sentenza con serena soddisfazione". Il processo, celebrato di fronte al tribunale dei minorenni, perchè i due imputati che oggi hanno 29 anni all'epoca non erano ancora maggiorenni, si è concluso ieri a tarda sera.
Gli imputati erano accusati di aver partecipato all'organizzazione dell'uccisione di Giuseppe e Giovanna Giammona e del marito di quest'ultima Francesco Saporito: il primo fu ucciso nel proprio negozio di abbigliamento il 28 gennaio '95, la sorella fu uccisa col marito dopo un mese, sempre a Corleone. In auto con la coppia c'erano anche i due figli che sono rimasti incolumi.
Per gli stessi reati è stato condannato all'ergastolo Giovanni Riina, figlio maggiore del boss. Giuseppe Salvatore Rina resta comunque in carcere perchè già condannato a 14 anni e 6 mesi per mafia ed estorsioni.
31/03/2006

mercoledì, marzo 29, 2006

Era ora...

MESSINA - Dopo quelle che sono state catalogate come intimidazioni il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Palermo ha deciso di assegnare una tutela a Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, cronista del quotidiano La Sicilia ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto 13 anni fa.Nelle ultime settimane Sonia Alfano ha denunciato tentativi d'intrusione nella propria abitazione e che un motociclista le si è avvicinato puntandole una pistola. "Non mi sento sola - ha spiegato la Alfano - tanti amici e tanta gente della mia città sono al mio fianco" 29/03/2006

Infiltrazioni in gare d'appalto.74 arresti ad Enna

ENNA - Smattentala in mattinata un'organizzazione criminale che operava nel campo degli appalti per conto della pubblica amministrazione. La polizia ha arrestato settantaquattro persone, tra titolari di imprese individuali e rappresentanti di società. La maxi operazione ha visto impegnati circa 400 uomini della Questura di Enna, dei commissariati di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, delle Squadre Mobili di Palermo, Catania, Caltanissetta, Messina, Ragusa, Siracusa e Milano, dei Reparti Prevenzione Crimine di Catania e Palermo; oltre a 100 mezzi e due aeromobili del reparto volo della Polizia di Stato. L'attività di indagine ha consentito di debellare un sodalizio criminale che negli ultimi anni avrebbe controllato gli appalti in tutta la provincia di Enna. Le imprese coinvolte riuscivano ad aggiudicarsi appalti con ribassi minimi e prossimi allo zero. Secondo l' accusa gli indagati, organizzati in vario modo tra di loro, avevano creato un 'cartellò nel settore degli appalti pubblici in tutta la Provincia di Enna, riuscendo ad aggiudicarsi moltissime gare con ribassi minimi, alcuni addirittura prossimi allo zero, come uno che fu dello 0,0010%. Il "cartello", sostiene l' accusa, inoltre agiva per escludere le imprese "pulite" che non volevano sottostare all' accordo. Il meccanismo, secondo la polizia, era sempre lo stesso: le società "amiche" partecipavano in massa alle gare di appalto presentando offerte con una soglia di ribasso talmente anomalo da fare escludere quasi tutte le altre imprese concorrenti. La polizia del commissariato di Piazza Armerina ha compiuto uno screening su un centinaio di gare di appalto bandite ed espletate tra il 2000 ed il 2003 dalla pubblica amministrazione a Enna e nella sua provincia, indagando 109 persone, 74 delle quali sono gli imprenditori raggiunti da provvedimento restrittivo. Le indagini della polizia di Enna, coordinate dal sostituto procuratore Marco Sabella, si sono avvalse della collaborazione della Direzione Anticrimine Centrale e in particolare dagli uomini del Servizio Centrale della Polizia Scientifica-Sezione Indagini Grafiche. Questi ultimi hanno verificato che molti documenti presentati da ditte diverse erano stati scritti dalla stessa persona, individuando così il collegamento tra alcuni degli indagati. Il provvedimento del Gip di Enna, Francesca Cercone, dell' operazione denominata "Cemento armato", è stato eseguito in 11 comuni della provincia ennese, in particolare a Leonforte, Nissoria, Assoro, Agira, Villarosa, Nicosia, Enna, Pietraperzia, Regalbuto, Gagliano Castelferrato ed Aidone. Gli arrestati, 48 in tutto, sono stati condotti nelle case circodariali di Enna, Piazza Armerina, Caltanissetta, Caltagirone e Catania. Agli altri indagati sono stati concessi gli arresti domiciliari.Tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione "Cemento armato" c'è anche Alfonso Panini, 55 anni, di Nissoria: è il presidente della prima associazione antiracket sorta negli anni '90 in provincia, con sede a Leonforte. A lui il Gip ha concesso gli arresti domiciliari.Gli arrestati nell' ambito dell' operazione "Cemento armato" della polizia sono: Antonio Barbera, di 36 anni, di Leonforte; Salvatore Barbera, di 34, di Leonforte; Gioacchino Billotta, di 62, di Leonforte; Gaetano Calabrese, di 31, di Nissoria; Rosario Calabrese, di 55, di Nissoria; Giuseppe Cangeri, di 48, di Leonforte; Santo Cangeri, di 55, di Leonforte; Francesco Castiglione, di 46, di Leonforte; Filippo Caviglia, di 41, di Leonforte; Giuseppe Conte, di 38, di Leonforte; Vincenzo Cremona, di 43, di Nissoria; Giuseppe D' Agostino, di 50, di Leonforte; Antonino D' Anna, di 69; Nicola D' Anna, di 38, di Leonforte; Francesco Dottore, di 44, di Leonforte; Giuseppe Ficarra, di 62, di Agira; Salvatore Fioria, di 44, di Leonforte; Michele Fiscella, di 31 di, Nicosia; Giuseppe Gagliano, di 68, di Leonforte; Salvatore Gagliano Salvatore,di 40, di Leonforte; Gaetano Grimaldi, di 34, di Leonforte; Francesco L' Episcopo, di 57, di Nissoria; Francesco La Rocca Francesco, di 64, di Leonforte; Salvatore La Rocca, di 34, di Leonforte; Nunzio Laisa, di 57, di Leonforte; Giacomo Laneri, di 63, di Leonforte; Salvatore Bartolomeo Manno, di 45, di Nissoria; Domenico Maria, di 35, di Leonforte; Carmelo Marino, di 61, di Leonforte; Giuseppe Messina, di 54 , di Villarosa; Angelo Miceli, di 68, di Leonforte; Salvatore Miceli, di 38, di Leonforte; Rosario Mugavero, di 56, di Leonforte; Antonino Muratore, di 58, di Leonforte; Francesco Muratore, di 53, di Nissoria; Giovanni Muratore, di 59, Leonforte; Salvatore Muratore, di 43, di Leonforte; Salvatore Novembre, di 46, di Leonforte; Mario Panvini, di 31, di Nissoria; Piero Panvini, di 29, di Leonforte; Signorello Pedalino, di 52, di Leonforte; Cataldo Proietto, di 36, di Gagliano Castelferrato; Giordano Proietto, di 38, di Gagliano Castelferrato; Giuseppe Proietto, di 69, di Gagliano Castelferrato; Salvatore Salvatore, di 53, di Leonforte; Salvatore Scaminaci Russo, di 57, di Nissoria; Giuseppe Screpis, di 38, di Assoro; Angelo Varveri, di 39, di Leonforte. Il provvedimento restrittivo è stato notificato dalla polizia anche a altri 26 indagati ai quali il Gip ha concesso gli arresti domiciliari. Sono Michele Bongiovanni, di 38 anni, di Pietraperzia; Salvatore Cantella, di 51, di Villarosa; Salvatore. Carambia, di 46, di Regalbuto; Giovanni Climenti, di 53, di Villarosa; Tommaso Caviglia, di 76, di Leonforte; Gaetano Cosenza, di 46, di Enna; Salvatore D' Anna, di 51, di Leonforte; Salvatore Di Marco, di 59, di Assoro; Giovanni Di Pasqua, di 36, di Leonforte; Stefano Fasciana, di 44, di Regalbuto; Biagio Fazzi, di 57, di Enna; Paolo Fazzi, di 61, di Enna; Gaetano Ficarra, di 51, di Agira; Francesco Gagliano, di 35, di Leonforte; Mario Giangreco, di 36, di Leonforte; Antonino Giunta, di 33, di Nissoria; Angelo La Biunda, di 58, di Assoro; Angelo Manno, di 46, di Agira; Filippo Messina, di 28, di Villarosa; Filippo Messina, di 48, di Pietraperzia; Giuseppe Messina, di 66, di Aidone; Alfonso Panvini, di 55, di Nissoria; Gaetano Pedalino, di 57, di Leonforte; Pasquale Principato Trosso Pasquale, di 53, di Leonforte; Giuseppe Rubino, di 62, di Leonforte; Salvatore Varveri, di 69, di Leonforte. Maggiori particolari sull' operazione condotta dalla polizia del commissariato di Piazza Armerina, dalla Questura di Enna e dalla Direzione anticrimine centrale saranno resi noti durante un incontro che si terrà nel Palazzo di Giustizia di Enna alle 10.30.
28 Marzo 2006

Intimidazioni a funzionario comunale

BURGIO (AGRIGENTO) - Trecentocinquanta alberi di ulivo, di proprietà di Antonino Sala, impiegato comunale di Burgio sono stati tagliati con una sega elettrica. L'uomo, che ha negato di avere subito minacce, ha presentato denuncia ai carabinieri.

lunedì, marzo 27, 2006

Ancora intimidazioni a Sonia Alfano

PALERMO - Nuove intimidazioni sono state denunciate da Sonia Alfano, la figlia del giornalista Beppe, assassinato l'8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Si tratta di episodi che il difensore della donna, l'avvocato Fabio Repici, ha segnalato stamani al Prefetto di Palermo con una nota che ha inviato per rappresentare il quadro nel quale possibilmente si iscrivono gli episodi. Le intimidazioni si sono verificate nei giorni scorsi in città, dove abita la donna, e sono state denunciate da Sonia Alfano alle forze dell'ordine. Nelle scorse settimane la figlia del giornalista assassinato era stata avvicinata da due persone a bordo di una moto, una delle quali le aveva mostrato una pistola. "Alla luce dell'ulteriore e grave atto intimidatorio subito da Sonia Alfano, le esprimo ancora una volta la mia piena solidarietà e la vicinanza dell'istituzione che rappresento, auspicando che gli organi competenti facciano chiarezza nel più breve tempo possibile". Ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro. "Sonia Alfano è un fulgido esempio di impegno nella continua ed incessante ricerca della verità - conclude Cuffaro - e per questo è assolutamente necessario che sia adeguatamente tutelata".
27 Marzo 2006

Incendio doloso a Palermo

PALERMO

- È di natura dolosa l'incendio che, in nottata, ha danneggiato un bar-pasticceria a Palermo. Le fiamme hanno interessato la cornetteria di via Brunelleschi intestata alla commerciante Rosa Ganci. La polizia ha trovato accanto alla saracinesca un bidoncino con tracce di liquido infiammabile. Gli investigatori stanno seguendo diverse piste e non escludono che possa essersi trattato di un attentato ad opera del racket.

sabato, marzo 25, 2006

Sarà suicidio?...

VALGUARNERA (ENNA) - L.D., 70 anni, di sesso maschile è stato trovato morto impiccato dentro un pozzo, nel suo appezzamento di terreno di contrada Cafeci. Secondo i primi rilievi sembrerebbe trattarsi di un suicidio. L'uomo che è sposato e ha tre figli adulti, non avrebbe lasciato alcun biglietto che spieghi il suo gesto. Quello che è certo e che L.D. da qualche tempo soffriva di depressione. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto all'interno del pozzo del suo piccolo podere, alle porte di Valguarnera. A fare la scoperta è stato un parente, che era andato a trovarlo. Quando è entrato dentro il fabbricato si è accorto che il portellone del pozzo era aperto e all'interno, appeso ad una corda, penzolava il corpo senza vita dell'anziano.
25 Marzo 2006

venerdì, marzo 24, 2006

Sciolto comune Castellammare del Golfo

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TRAPANI) - Il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare del Golfo, dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare del Golfo nel Trapanese arriva dopo l'azione ispettiva del ministero dell'Interno decisa a seguito dell'operazione "Tempesta", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dalla squadra mobile di Trapani. Un'inchiesta che ha portato, oltre che all'arresto di 23 presunti affiliati a Cosa Nostra, alla scoperta di connivenze tra mafia e politica. Nell'inchiesta sono rimasti coinvolti, tra gli altri, il dirigente ed un funzionario dell'ufficio tecnico comunale, Antonio Palmeri e Vincenzo Bonventre. Entrambi, accusati di abuso d'ufficio con l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra, si sarebbero prodigati, secondo i magistrati, per concedere, in maniera illegittima, autorizzazioni edilizie al presunto capomafia castellammarese, Francesco Domingo, che aveva interessi nella ristrutturazione di un immobile, destinato a diventare struttura ricettiva. Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche è emerso un quadro inquietante: i burocrati del Comune, finiti sotto inchiesta, erano preoccupati non tanto di essere scoperti dalle forze dell'ordine, ma di non riuscire ad assecondare le pressanti richieste che provenivano dalla "famiglia" mafiosa. Dalle indagini emerge anche un inquinamento mafioso nelle ultime elezioni amministrative. Dei 23 arrestati, 3, che hanno scelto il rito abbreviato, sono già stati recentemente condannati dal gup di Palermo (Francesco Domingo a 20 anni, la moglie Antonella Di Graziano a 12 e Diego Rugeri a 18), per gli altri, compresi i due burocrati comunali, la Dda ha chiesto il rinvio a giudizio ed il gup dovrà decidere a giorni.
23 Marzo 2006

mercoledì, marzo 22, 2006

La mafia si arma sempre...

SIRACUSA - Un fucile calibro 12, una pistola calibro 7,65 completa di caricatore e una pistola a salve priva del tappo rosso sono stati trovati dalla polizia di Siracusa in un terreno incolto nella zona di via Algeri. Il ritrovamento è avvenuto ieri sera. Le armi erano dentro un sacchetto di plastica. Dai primi accertamenti è emerso che il fucile è stato rubato. Le armi verranno inviate per gli accertamenti balistici al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.

Arrestati mandanti omicidio Zimmiti

SIRACUSA - Agenti della Polizia di Siracusa hanno notificato una ordinanza cautelare in carcere a due persone, Giovanni Latino, di 56 anni, e Antonio Aparo, di 47, entrambi già detenuti, ritenuti i mandanti dell' omicidio di Antonio Zimmitti, un autotrasportatore di 38 anni ucciso nel gennaio del 1996 a Siracusa. A Latino il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Catania il 15 marzo scorso, è stato notificato nella casa Circondariale di Spoleto, ad Aparo nella casa circondariale di Palermo. Zimmitti fu ucciso con colpi di arma da fuoco nella sua automobile sulla strada provinciale che da Belvedere conduce a Floridia.